Quanti danni provoca una guerra? Sicuramente, ne provoca molti e di grave entità. Scopriamo insieme, a tal proposito, una frase di Oriana Fallaci che oggi è più attuale che mai.
Oriana Fallaci si è misurata tante volte con gli orrori della guerra, tanto che nel 1969 ha pubblicato “Niente e così sia”, un libro che raccoglie tutte le esperienze belliche vissute e documentate dall’autrice. Scrittrice, giornalista, inviata speciale all’estero, Fallaci ha viaggiato molto e conosciuto da vicino le dinamiche di conflitti importanti come la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra del Vietnam. Criticando tutte le fazioni in Vietnam, Oriana Fallaci documenta per anni ciò che lei stessa definirà “una sanguinosa follia”.
Ma cos’è la guerra, secondo Oriana Fallaci? Quanti e quali danni provoca all’umanità? Questa “sanguinosa follia”, di cui la donna ha scritto per anni, logora l’uomo dall’interno, minando ciò che è più importante nella sua esistenza: la dignità. Un uomo che non ha la propria dignità, non è un uomo.
Nel Bene E Nel Male: Grazie, Oriana Fallaci.
Combattendo, l’essere umano usa violenza agli altri ed anche a se stesso, annientando, poco a poco, il rispetto di sé e l’amor proprio. Coloro che tornano dalla guerra – che siano vincitori o vinti non importa – faticano a rientrare nella vita di tutti i giorni. Gli orrori vissuti sono troppi e indescrivibili. Hanno visto i loro compagni morire, hanno ferito e ucciso degli sconosciuti per ottenere la vittoria. Che si vinca o si perda, la violenza e la morte entrano prepotenti nella coscienza dell’uomo che ha fatto in battaglia.
Fallaci, nella sua frase, parla in particolare di “guerre ingiuste”. Sulla natura dei conflitti bellici si sono scritte pagine e pagine di libri. Ci sono guerre utili e inutili, giustificabili e ingiustificabili? Secondo alcuni sì, secondo altri no. Ciò che è indubbio, è che di guerre ingiuste ne esistono molte, troppe, al giorno d’oggi, in Ucraina ma non solo. Sono proprio queste a “frantumare” più di tutte, secondo Oriana Fallaci, la dignità dell’uomo.
Combattendo, l’essere umano usa violenza agli altri ed anche a se stesso, annientando, poco a poco, il rispetto di sé e l’amor proprio. Coloro che tornano dalla guerra – che siano vincitori o vinti non importa – faticano a rientrare nella vita di tutti i giorni. Gli orrori vissuti sono troppi e indescrivibili. Hanno visto i loro compagni morire, hanno ferito e ucciso degli sconosciuti per ottenere la vittoria. Che si vinca o si perda, la violenza e la morte entrano prepotenti nella coscienza dell’uomo che ha fatto in battaglia.
Fallaci, nella sua frase, parla in particolare di “guerre ingiuste”. Sulla natura dei conflitti bellici si sono scritte pagine e pagine di libri. Ci sono guerre utili e inutili, giustificabili e ingiustificabili? Secondo alcuni sì, secondo altri no. Ciò che è indubbio, è che di guerre ingiuste ne esistono molte, troppe, al giorno d’oggi, in Ucraina ma non solo. Sono proprio queste a “frantumare” più di tutte, secondo Oriana Fallaci, la dignità dell’uomo.
Combattendo, l’essere umano usa violenza agli altri ed anche a se stesso, annientando, poco a poco, il rispetto di sé e l’amor proprio. Coloro che tornano dalla guerra – che siano vincitori o vinti non importa – faticano a rientrare nella vita di tutti i giorni. Gli orrori vissuti sono troppi e indescrivibili. Hanno visto i loro compagni morire, hanno ferito e ucciso degli sconosciuti per ottenere la vittoria. Che si vinca o si perda, la violenza e la morte entrano prepotenti nella coscienza dell’uomo che ha fatto in battaglia.
Fallaci, nella sua frase, parla in particolare di “guerre ingiuste”. Sulla natura dei conflitti bellici si sono scritte pagine e pagine di libri. Ci sono guerre utili e inutili, giustificabili e ingiustificabili? Secondo alcuni sì, secondo altri no. Ciò che è indubbio, è che di guerre ingiuste ne esistono molte, troppe, al giorno d’oggi, in Ucraina ma non solo. Sono proprio queste a “frantumare” più di tutte, secondo Oriana Fallaci, la dignità dell’uomo.

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